Quando fai una domanda ai tarocchi, chi risponde davvero?
Te lo sei mai chiesto?
E se lo hai fatto, quale risposta ti sei dato? La tua risposta dipende forse dalle tue credenze, che possono spaziare dalla religione all'esoterismo, o da convinzioni costruite su una realtà informativa derivata da letture, o anche solo da “sentito dire”. Oppure, forse la tua risposta si basa su un'esperienza personale o sul confronto con persone che hanno tratto conclusioni simili alle tue.
In ogni caso, avrai trovato una risposta che ti sembra soddisfacente.
Io, personalmente, ho sviluppato una mia visione. La mia risposta deriva da ciò che definisco "Stazioni".
Ogni stazione rappresenta una dimensione che si raggiunge in base alla vibrazione del proprio campo energetico.
Se la tua vibrazione è alta, le risposte arrivano da una dimensione superiore; se invece la vibrazione è bassa, le risposte giungono da dimensioni inferiori.
Chi risponde ai Tarocchi?
Quando chiedi qualcosa ai tarocchi, chi risponde alle tue domande? L’indovino, il tarologo, il cartomante non sono altro che interpreti del responso che cerchi. Interagiscono con il tuo desiderio di sapere, ma sei tu a scegliere le carte giuste per la tua domanda.
- *Se estrai le carte personalmente:* La risposta proviene direttamente dal tuo Sé Superiore.
- *Se è il tarologo o il cartomante a estrarle per te:* Allora sono loro a connettersi alle energie del tuo campo elettromagnetico, alla tua "stazione", per captare le risposte.
Un Aspetto Scientifico
In termini scientifici, il tarologo ha una capacità innata (a volte consapevole, a volte inconsapevole) di stabilire un contatto tra i propri neuroni e quelli del consultante. Questo spiega perché può estrarre proprio le carte che rispondono alla tua domanda.
Tuttavia, c'è un fattore importante: la *frequenza energetica* .
Se la frequenza vibrazionale è bassa, le risposte saranno limitate a frequenze inferiori. Per questo motivo è fondamentale lavorare per elevare la frequenza, sia da parte del tarologo che del consultante, durante ogni seduta.
L'Aspetto Psicologico
La capacità di alzare la frequenza non è solo un atto energetico, ma anche psicologico.
Il tarologo può spiegare al consultante l'importanza di “svuotare” la mente da credenze negative o limitanti.
Queste convinzioni, se non affrontate, possono influenzare negativamente il processo, portando a conclusioni errate o persino dannose.
In altre parole, per creare un canale chiaro e onesto tra il Sé Superiore e il messaggio dei tarocchi, è necessario liberarsi da pregiudizi e schemi mentali che bloccano la percezione. Questa apertura mentale consente di ricevere risposte che sono non solo accurate, ma anche utili per la crescita personale.
Dal punto di vista psicologico, il momento della lettura diventa così un'opportunità per esplorare emozioni, domande profonde e desideri, andando al cuore di ciò che realmente conta per il consultante.
È un momento di introspezione in cui tarologo e consultante collaborano per far emergere il meglio dalle risposte offerte dai tarocchi.
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Commenti
Grazie bellissimo articolo che finalmente spiega il contatto tra il consultante e la tarologa tramite le frequenze di campi energetici. E approvo la tua visione della connessione con il sè superiore.